Chiesa della Purificazione (Chiesa Nuova)

Al centro di Caronno, quasi nascosta alla vista di molti, dal XV secolo sorge la Chiesa della Purificazione, da sempre chiamata “Chiesa Nuova”. È una chiesa piccola e timida, che va scoperta, da sola non si rivela. Questo piccolo gioiello d’arte raccoglie la finezza artistica dei cicli pittorici mariani del Rinascimento lombardo. Costruita a partire dal 1483, la chiesa nacque sotto il patronato di Giorgio Turri e Gerolamo Spaldi, il quale, il giorno stesso della benedizione, il 21 aprile del 1500, fondò la confraternita che avrebbe amministrato il beneficio, si sarebbe dedicata ad opere caritative, si sarebbe occupata della conservazione dell’edificio e avrebbe assicurato casa e sostentamento al sacerdote cappellano. Nel corso del Cinquecento fu costruito il campanile (1545), su cui era posto l’orologio civico, fu completata la cappella maggiore con la Pala attribuita a Bernardino Campi (1558) e gli affreschi di Gian Paolo Lomazzo (1566).

Di rilevante importanza artistica sono i dipinti del presbiterio: la pala dell’altare di Bernardino Campi (1560), che raffigura la Presentazione di Gesù al tempio, e il ciclo di affreschi di Giovan Paolo Lomazzo (1566); questi ultimi rappresentano “Lo sposalizio della Vergine”, La “Natività”, l’“Adorazione dei Magi”, la “Fuga in Egitto”; nella volta i quattro evengelisti sembrano dare fondatezza biblica agli eventi del ciclo pittorico. Pregevoli sono anche gli affreschi dell’arcosolio attribuiti a un artista della cerchia di Giovan Battista De Advocatis.

La chiesa presenta i caratteri dell’architettura rinascimentale. Le ristrutturazioni, susseguitesi nei secoli non hanno modificato la pianta originaria. L’ultima opera è del 1927, quando sono state aperte in ogni campata le ampie finestre termali. Di aspetto semplice e povero di elementi decorativi non impedisce di rilevare chiaramente i caratteri dell’architettura rinascimentale e i riferimenti formali all’architettura classica: il grande timpano che corona la facciata e quelli minori posti alla sommità dei portali, la grande finestra a tutto sesto sul fronte, le lesene che sostengono la cornice alla sommità delle pareti.

La chiesa è costituita da un ambiente principale, sul quale affacciano le due cappelle laterali e il complesso absidale. La sala che costituisce il corpo volumetricamente preminente si presenta come un’unità spaziale e architettonica ben definita, dalle pareti spoglie e intonacate fino alla sommità. Gli spazi “secondari”, ovvero l’abside riccamente affrescato e le due cappelle che si aprono con pianta rettangolare sull’asse trasversale della sala, sono percepibili come spazi accessori e quasi “aggiunti” al corpo principale, anche in virtù della loro minore altezza. Nelle pareti dell’abside due porte speculari conducono alla sacrestia e al campanile che, grazie alla sua incombenza sulla strada e al suo volume regolare e ben definito, costituisce un punto di riferimento visivo di particolare suggestione.

Nel 1596, dopo una visita pastorale, il Cardinal Federigo Borromeo, trasformò la cappellania (ente ecclesiastico costituito in seguito a donazione o lascito da parte di un fedele, le cui rendite sono destinate al culto) in coadiutoria; il sacerdote da allora ebbe il compito di aiutare il parroco nella cura delle anime. I caronnesi mantennero sempre il diritto di nomina del sacerdote, eleggendolo tra due candidati proposti dalla curia; in quell’occasione il comune convocava i capifamiglia e gestiva le elezioni. L’ultimo coadiutore eletto dai cittadini fu Don Francesco Cimpanelli nel 1887.

La chiesa nacque come chiesa della “Scuola di carità”, una confraternita di laici con intenti caritativi: solidarietà per i poveri ma anche attenzione ai piccoli della comunità; in Chiesa Nuova, infatti, si teneva, fin dal suo sorgere per volere di San Carlo, la Dottrina Cristiana per i fanciulli.

La Chiesa Nuova è dedicata a Maria di cui viene ricordato un momento particolare della vita: la presentazione di Gesù, il figlio primogenito, al Tempio. In una sorta di catechesi mariana la pala dell’altare e gli affreschi offrono ad una meditazione ammirata gli episodi salienti del piano di salvezza vissuti da Maria in prima persona.

Fonte: Stralci da Varie Fonti

Visita Virtuale della Chiesa della Purificazione a Cura del Centro Culturale Eugenio Peri.

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